Casamatta — Mulini di Gurone
Mulini di Gurone, Malnate (VA)2021 — in corso
Rigenerazione Urbana / Economia Circolare

Un avamposto di economia circolare nel borgo dei Mulini di Gurone: la trasformazione di un insediamento protetto da un terrapieno circolare all'interno di una vasca di laminazione in un laboratorio di resilienza e comunità.
Nato per rispondere al rischio ecologico e all'isolamento causato dalla diga di laminazione del fiume Olona, Casamatta trasforma una condizione di scarto territoriale (il 'Wasteocene' teorizzato da M. Armiero) in un'opportunità di rigenerazione eco-sociale. Il progetto risignifica un ecomostro in cemento e terra, trasformandolo in un avamposto per l'economia circolare e caso pilota reale della startup innovativa Re-sign SB Srl.
L'intervento applica una metodologia 'bottom-up' basata sui principi di Ivan Illich ('design as friendship' e strumenti di convivialità) e sulla visione del 'waste as a commons'. Attraverso cantiere partecipato e workshop DIY, l'architettura non parte da un'idea a priori a cui adattare i materiali, ma lascia che sia la disponibilità della materia recuperata ad accendere il progetto ('form follows availability'). I materiali di scarto (mattoni, serramenti, sughero, canapa e legname) donati da aziende e privati del territorio diventano dispositivi di vita comune: un forno sociale, un orto collettivo, un laboratorio in una ex stalla e spazi d'accoglienza.
Dal 2019, Casamatta è un laboratorio di ricerca e didattica sul campo in collaborazione con il Politecnico di Milano (Prof. G. Brunetti, G. Postiglione, G. Di Luzio e Marco Zanini come tutor/ricercatore), dove studenti di tesi realizzano fisicamente porzioni di progetto con materiali di recupero. Sperimentando concetti come il 'Design dell'Incompiuto' (L. Crespi) e la tensione tra valore d'uso e valore storico (A. Riegl), Casamatta propone un nuovo modello di professione per l'architetto ('civic professional'), focalizzato sulla cura dei processi e sulle relazioni piuttosto che sulla sola edificazione.
Casamatta dimostra che la sostenibilità reale e la tutela del patrimonio storico fioriscono attraverso l'azione collettiva, la disponibilità della materia e la convivialità.






