Depaving Monza
Monza (MB)2025
Spazio pubblico e depavimentazione

Un frammento marginale di città restituito alla terra: sottrarre asfalto per ridurre le isole di calore e creare nuove tasche verdi permeabili insieme alla comunità.
Un frammento marginale di città restituito alla terra. Un intervento di sottrazione in cui rimuovere l’asfalto diventa l’occasione per innescare nuove dinamiche ecologiche e sociali all’interno del quartiere.
Il contesto: l’asfalto come limite
Nel quartiere San Giuseppe, l’area antistante via Molise 4 si presentava come una “piazza” mancata: un’estesa superficie interamente asfaltata, priva di arredi, funzioni e qualità spaziale. Un luogo minerale e anonimo che non offriva opportunità di sosta e che, dal punto di vista ambientale, si comportava come un’isola di calore estiva. L’impermeabilità totale del suolo convogliava inoltre detriti e acqua verso caditoie perennemente occluse.
La sfida non era semplicemente “aggiungere del verde”, ma capovolgere la natura dello spazio: da superficie di transito a luogo di sosta e infiltrazione naturale.
L’approccio: un metaprogetto collettivo
Promosso da Legambiente Monza, il progetto si fonda sull’azione diretta della comunità. Il percorso non cala un disegno pre-confezionato dall’alto, ma trasforma gli abitanti nei veri costruttori del paesaggio.
Il processo si è articolato in veri e propri strumenti conviviali: una festa collettiva con i cittadini per la messa a dimora degli arbusti. Il progetto non si esaurisce con il cantiere, ma passa il testimone agli abitanti del quartiere attraverso l’adozione e la cura nel tempo delle nuove aree verdi.
Materia e Soluzione: togliere per rigenerare
L’intervento architettonico è radicale nella sua semplicità: demolire circa 50 mq di asfalto per creare delle “tasche verdi” a raso.
Ogni scelta tecnica risponde a un principio di economia circolare e basso impatto:
- Assenza di cordoli: I perimetri delle aiuole non sono recintati da barriere in cemento, ma definiti unicamente da una traccia di vernice bianca a terra. Questo garantisce la massima accessibilità e permette alle acque meteoriche di defluire naturalmente nel terreno (dispositivo SuDS).
- Riuso delle preesistenze: Una vecchia bacheca metallica abbandonata nel piazzale è stata recuperata e ri-funzionalizzata per ospitare il racconto del progetto.
- Resilienza vegetale: Sono state scelte specie rustiche (nel vivaio del carcere di Bollate) a basso fabbisogno idrico (Centranthus ruber, Euphorbia characias, Stipa tenuissima, Salvia nemorosa) abbinate a una pacciamatura in ghiaia. Questa combinazione elimina la necessità di un impianto di irrigazione, assecondando i ritmi lenti della natura senza cercare il “pronto effetto” artificiale.
Esito e ruolo
Depaving Monza via Molise si pone come caso pilota e modello replicabile per la rigenerazione urbana diffusa. Con un uso minimo di risorse finanziarie e materiche, dimostra come la depavimentazione e l’azione collettiva possano trasformare un problema (il surriscaldamento e l’impermeabilità) in una nuova infrastruttura sociale ed ecologica. Oggi il progetto Depaving Monza è seguito e scalato da Brianza Acque.
Depaving Monza dimostra come un gesto minimo di sottrazione possa innescare una profonda rigenerazione ecologica e sociale senza consumo di suolo.


